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In Guilty Gear X i 10 combattenti non disdegnano l’uso delle armi, oltre al consueto utilizzo di calci e pugni. Gli attacchi principali sono divisi in 4 categorie, assocciate ai 4 tasti principali del joypad: calci, pugni, fendenti potenti e fendenti.

Guilty Gear X ha uno stile grafico grandioso, che lo porta ad essere tra i migliori picchiaduro 2D. Tuttavia a livello di gameplay, se da un lato i combattimenti sono veloci e imprevedibili, dall’altro i combattenti stessi (oltre ad essere pochi) sembrano frenati nei movimenti.

Il gioco prodotto da Sammy presenta delle novità originali come: penalità per atteggiamenti difensivi troppo ostruzionistici che influiscono sulla capacità d’attacco, attacchi mortali difficili da eseguire ma letali per gli avversari, in grado di modificare le sorti di un incontro in un batter d’occhio; tecniche di lotta alternative dai nomi evocativi come “Roman Cancel” o “Overdrive Attack”.

In conclusione Guilty Gear X è uno dei migliori picchiaduro 2D in circolazione, la software house Sammy ha prodotto un titolo molto interessante.

VOTO: 8

giantscitizenkabuto

Giants Citizien Kabuto manifesta tutti problemi derivanti da una conversione tra due diverse piattaforme di gioco poco accorta (in questo caso da Pc a Ps2). Questo è veramente un peccato in quanto il titolo è molto vasto e complesso e presenta un design magistrale.

Giants Citizen Kabuto ti proietta nel bel mezzo del conflitto tra le Sea Reaper e gli Smartie. A complicare il tutto, le sea Reaper hanno creato un gigante chiamato Kabuto, che si è ribellato ed ora vagabonda per la loro isola. Il giocatore vede il conflitto sotto diversi punti di vista, prima insieme ad un gruppo di astronauti naufragati sul pianeta, poi con la Regina del Sea Reaper ed infine con lo stesso Kabuto.

Le missioni migliori sono le prime, quelle con i Meccaryn, dove si devono raccogliere armi e salvare gli smartie dalle Sea reaper. Progressivamente nel gioco, gli elementi strategici assumono maggiore importanza quando entrano in gipoco anche i cecchini e le torrette di sorveglianza. Così, quando vestiremo i panni di Kabuto le missioni spazieranno da operazioni di salvataggio a scontri a viso aperto con il popolo che lo ha rinnegato.

Giants Citizien Kabuto offre una grande varietà ma i tempi di caricamento (nella versione ps2) sono troppo lunghi, l’IA dei nemici è scadente e sono presenti alcune imperfezioni grafiche che rovinano in parte quello che poteva essere un titolo veramente interessante (per fortuna che rimane comunque la versione Pc).

VOTO: 6

conflict zone

Conflict Zone è un gioco che incarna bene le problematiche del periodo storico attuale e riesce a cogliere in maniera accurata tutte le variegate sfumature. Si tratta di uno strategico in tempo reale,una sorta di Command e Conquer in 3D, dove si avanza nella zona di guerra, si costruiscono le basi e si distruggono i nemici.

A differenza degli altri strategici di guerra, i media in Conflict Zone sono molto importanti nel progredire della guerra. Al fine che le tue forze armate vengoano considerate positivamente dalla CNN, dovrai “addolcire” la stampa estera. Ad esempio se avrai un’atteggiamento indisponente, verrai visto negativamente e i fondi a tua disposizione per le truppe e le apparecchiature diminuiranno.

Quindi se devi uccidere un nemico dovrai farlo in maniera “politicamente corretta”. Con i suoi 17 livvelli, Conflict Zone è il primo strategico  in cui non conta solo il successo militare per il dominio globale. Il titolo è suddiviso in missioni dove dovrai combattere per degli alleati buoni (ICP) e in altre invece per degli alleati cattivi (GHOST).

Gli ICP solitamente sono concentrati a “tenere buona” l’opinione pubblica, mentre ai GHOST questo non interessa.  Tuttavia nel complesso Conflict Zone è un titolo strategico che non si discosta motlo dagli altri e non regge il confronto con il suo principale rivale ovvero Command e Conquer.

VOTO: 6

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EOE: Eve of Extinction, titolo prodotto da Yuke’s in cui la giocabilità è nutrita da elementi  importanti come scazzottate, enigmi e caratteristiche da action/adventure e platform. Come spesso accade in questi casi, il tutto risulta un miscuglio eterogeneo che non è in grado di soddisfare le esigenze del giocatore.

All’inizio del gioco sarai equipaggiato di una mappa, due spade laser e qualche semplice istruzione per prepararti agli scontri con i nemici. I combattimenti non sono resi elettrizanti dall’IA degli avversari e come accadeva nei giochi degli anni ‘80 sarà sufficiente premere i tasti a caso per avere la meglio sui nemici.

La grafica è piuttosto scarna e priva di dettagli. Nei vari livelli del gioco son o stati inseriti molti compiti da portare a termine, tuttavia alla fine il tutto risulta essere abbastanza noioso. In definitiva EOE: Eve of Extinction è un titolo mediocre, ben distante un’avventura-picchiaduro entusiasmante come ci si aspettava.

VOTO: 5

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Painkiller è un titolo deciso, che senza tanti fronzoli arriva diretto in faccia, con tanta azione, superbe atmosfere ed elementi tecnici di rilievo.  Il gioco prodotto dalla atari presenta 19 livelli immersi in 24 diversi ambienti.

Un gioco che riesce a mescolare con saggezza elementi in grado di divertire e trattenere ima maniera semplice e immeddiata. Il protagonista del titolo è Daniel Garner che muore in quello che sembra un banale incidente stradale. Tuttavia, non muore definitivamente, perchè viene intrappolato in una specie di limbo ai confini con l’inferno.

In questa dimensione si troverà a fronteggiare demoni e creature infernali in procinto di scatenare una guerra contro le forze del bene. Lo scopo di Daniel in questo nuovo mondo è quello di sconfiggere questi nemici per capire il motivo per cui gli è stato negato l’accesso al paradiso.

Ci troviamo di fronte ad un FPS dinamico e compatto, dove il motore grafico usato per il gioco, il Pain Engine, dà piena dimostrazione delle sue potenzialità. Infatti la grafica è a livelli davvero eccellenti con le animazioni dei nemicie le riproduzioni delle faisica fluide e realistiche.  Anche il comparto sonoro è assolutamente coinvolgente e oogni effetto è ben calibrato, le voci che recitano frasi in lingue incomprensibili ti ipnotizeranno e anche le musiche sono semplicemente perfette. Negli scenari tipici dela cultura gotica e horror troviamo grandi cattedrali, cimiteri, antichi castelli…

Il gameplay è ottimo, alcune armi sono davvero sfiziose (come lo spara-paletti) e inoltre anche i nemici sono variegati e interessanti. Ad esempio abbiamo i monaci demoniaci, i maniaici mascherati armati di mitra, i cavalieri scheletrici, i soldati smil-nazisti non morti… Naturalmente non poteva mancare il Multiplayer, diviso in 5 modalità giocabilisu 7 mappe.

Nel complesso Painkiller è davvero un’ottimo Sparatutto in Prima Persona, caratterizzato da atmosfere cupe  e un eccellente gameplay, con un difetto, ovvero l’eccessiva linearità di gioco. Infatti la trama non dà spazio a d entusiasmanti colpi di scena , come accade in Half-Life per esempio, ma rimane comunque un FPS da provare.

VOTO: 9

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Con Unreal Tournament 2004 , il livello di eccellenza settato con l’edizione 2003 è stato notevolmente superato e con l’aggiunta di svariati elementi, si presenta come uno dei migliori sparatutto in prima persona in assoluto.

Parliamo della modalità Onslaught, una verà novità del gioco. In questa modalità multiplayer fino a 32 giocatori in cui sono statio inseriti i famigerati veicoli. I controlli e le armi rendono questa modalità qualcosa da giocare assolutamente, in grado di stregare il giocatore costringendolo a lunghe sessioni di gioco via LAN o su internet.

Tecnicamente siamo su ottimi livelli, con un Unreal Warfare sfruttato davvero bene in grado di regalare un design molto curato. Le arene di gioco sono davvero superlative, articolate e ricche di dettagli.  Il giocatore ha la possibilità di usare moltissime opzioni per personalizzare il proprio player.

Unreal Tournament 2004 offre il meglio nella modalità Multiplayer, in cui è possibile organizzarsi in squadre e studiare varie tecniche per raggiungere i propri obbiettivi. Studiando attentamente tutte le mappe di gioco e allenandosi nella modalità Single Player, riuscirai ad organizzare entusiasmanti battaglie online o via LAN.

VOTO: 9

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Per avvicinarsi di più al mondo degli animali c’è anche un nuovo videogioco WWF Panda Juonior. Nel titolo dedicato ai bambini, i piccoli giocatori avranno l’opportunità di vestire i panni di uno dei due protagonisti, Emma e Alex, che li accompagneranno alla scoperta dell’affascinante mondo del continente africano.

Una volta scelto il tuo personaggio dovrai intraprendere un percorso in cui conoscerai in modo dettagliato la fauna e la flora tipici dell’Africa, anche grazie al ricco database con le schede delle varie piante e animali. In WWF Panda Junior, le razze che possono essere studiate attraverso le 30 missioni del titolo, sono in totale 35.

Il giocatore si troverà quindi, oltre ad apprendere nozioni tecniche, ad affrontare tematiche attuali, come le cause che mettono a rischio estinzione queste piante e questi animali, come il bracconaggio, il disboscamento… Una volta aver appresso queste importanti informazioni, il giocatore deve anche trovare le soluzioni per risolvere questi problemi, andandop poi a verificarne l’efficacia.

WWF Panda Junior è un titolo educativo adatto ai bambini, presenta una discreta grafica tridimensionale ed un gameplay molto semplice da gestire., ma non siamo sicuramente di fronte ad un capolavoro

VOTO: 5.5

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The Polar Express – Gioco tratto dall’omonimo film d’animazione del premio Oscar Tom Hanks. In questo titolo i giocatori devono affrontare un lungo viaggio che li porterà al cospetto del leggendario Babbo Natale.  In questo affascinante viaggio il protagonista viene guidato da un capotreno che ha le fattezze di Tom Hanks, attraverso una serie di ambientazioni riprodotte in grafica 3D.

Il protagonista dovrà esplorare 8 diverse areee di gioco, tante quante i cpaitoli che compongo il gioco. durante l’avventura il protagonista incontrerà i personaggi presenti anche nella pellicola cinematografica come gli Elfi e la ragazza che conosce tutto. La grafica fa il suo dovere, ma sicuramente non sempre è all’altezza dei titoli di ultima generazione. Le animazioni dei personaggi sono piuttosto rigide e non aiutano sicuramente a rendere il gioco più gradevole dal punto di vista visivo.

In The Polar Express il gioco si articola nella ricerca di oggetti e nella soluzioni di semplici puzzle e mini-games che si portano atermine in poco tempo, infatti anche 3 ore sono sufficienti per portare a termine l’avventura.

VOTO: 5

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Tribes Vengeance – Con il primo episodio di Tribes, la Dinamix aveva creato una vera e propria pietra miliare nel panorama degli sparatutto in multiplayer, poi nel seguito si dimostrò non all’altezza, così il testimone passò nelle mani di Irrational Games.

Il gioco di Irrational Games, in piena linea con i primi due capitoli della serie presenta una novità: una completa campagna in single player. La vicenda si svolge molti secoli prima dell’originale tribes. Durante il gioco il giocatore può assumere l’aspetto di molteplici personaggi differenti, un’opportunità che rende più variegato il titoolo.

Dal punto di vista della grafica Tribes Vengenace raggiunge un buon livello di dettaglio e nel complesso il gioco risulta un buon seguito, adatto agli appassionati del primo episodio della serie.

VOTO: 7.5

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Pacific Fighters – In questo simulatore di volo lo scenario si sposta sul pacifico, ai tempi della seconda guerra mondiale.  Questo oceano infatti, durante la seconda guerra mondiale è stato teatro di epici scontri tra gli aerei degli USA e quelli dell’impero del sol levante.

In Pacific Fighters il giocatore ha l’opportunità di scegliere con quale fazione schierarsi. La scelta influirà sui veicoli che avrai a disposizione (ce ne sono oltre 40 modelli). Per esempio il Supermarine Seafire o il famoso modello Zero Giapponese. Nel titolo la modalità carriera ha uno spazio  importante, in questo modo anche per i neofiti è più facile orientarsi.

Dopo aver fatto pratica si può passare alla modalità multiplayer per ingaggiare duelli all’ultima virata su 16 mappe differenti. Pacific Fighters è un’onesto simulatore di volo, con una buona realizzazione tecnica, ma sicuramente non si distingue molto dagli altri giochi simili presenti nel mercato videoludico.

VOTO: 6.5