Bioshock (recensione)

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Dopo oltre un anno dalla sua comparsa su XBOX 360, Bioshock si presenta anche su PS3 attraverso una conversione impeccabile che accontenterà tutti gli amanti degli sparatutto in prima persona possessori della console di casa Sony.
Nell’incipit del gioco, l’aereo, con il protagonista a bordo, precipita nell’oceano atlantico, ed egli unico superstite del disastro aereo trova rifugio su un’isola misteriosa nel bel mezzo dell’oceano, non sapendo che questo è solo l’inizio dell’ incubo.

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Infatti si troverà a Rapture, città utopica creata dallo scienziato Andrew Ryan, che aveva il sogno di riunire le menti più intelligenti in un mondo senza vincoli politici o religiosi, che ora è diventata uno scenario di degrado causato dalla sete di potere di ogni cittadino.
Nella guerriglia urbana avremo come aiuto le classiche armi da fuoco e i plasmidi, ultimi ricavati dalla scienza che permettono di trasformare il corpo stesso del protagonista in un’arma permettendo di scagliare scariche elettriche dalla mano, e molte altre capacità che vedrete solo giocando.
Come detto il gameplay è quello di un classico sparatutto in soggettiva con l’interessante aggiunta dei plasmidi che possono essere usati come armi letali anche grazie alla grande interattività che offre lo scenario in molte occasioni.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici Bioshock non ha nulla da invidiare ad altri titoli disponibili per Play Station 3, avendo una grafica che offre un grande dettaglio sia nel design degli scenari sia nella caratterizzazione dei nemici, tra i quali emergono i Big Daddy, figure enormi vestite con una tuta da palombaro che hanno il compito di proteggere le “Sorelline”, bambine che assorbo dai cadaveri l’ADAM, sostanza chimica che può essere usata per potenziare i plasmidi.

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Elogio a parte per il sonoro che riproduce fedelmente l’atmosfera retrò di Rapturne attraverso musiche prese direttamente dagli anni ’60, che variano da ambiente a ambiente senza presentare canzoni banali.
L’attesa di un anno per l’uscita su PS3 è stata ricambiata con l’aggiunta della difficoltà “sopravvissuto”, la quale offre un livello di sfida veramente alto, ben accetta da chiunque ami le sfide e gli sparatutto e con la possibilità di scaricare dal playstation network sfide aggiuntive che allungano la longevità del titolo.
Se si vuole scavare è possibile trovare qualche difetto, le armi disponibili sono “solo” 8 e anche con le sfide aggiuntive il gioco è abbastanza breve.
Nonostante queste pecche veniali Bioshock è un titolo imperdibile per chiunque ama i videogiochi ed è in cerca di una sfida intrigante.

VOTO: 9.5

Scritto da Simone Menna (FrAnK890)

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Commenti

2 Responses to “Bioshock (recensione)”
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