Devil May Cry 4 (recensione)

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devil may cry 4
La saga di Devil May Cry è tornata a meravigliare. Al suo quarto capitolo, la memoria è inevitabilmente riportata al primo indimenticabile gioco della serie. Inserendo il disco nella consolle (…dopo un caricamento estenuante…) il filmato d’apertura ci delizia i sensi: da un lato una colonna sonora strepitosa alterna canzoni deliziosamente metal ad altre gotiche adatte alle ambientazioni del gioco; dall’altro la grafica next-gen ci fa quasi gridare al miracolo. Ma ad aprire il gioco non è Dante, il famoso cacciatore di demoni che tutti ci aspettavamo di trovare, bensì un ragazzo molto più giovane e con un braccio ingessato. Corre, corre a perdifiato in una città che sembra venire dal passato; corre perché deve raggiungere la sua amata mentre si esibisce in una chiesa eretta in nome di un demone, il Leggendario Cavaliere Nero: Sparda. Sulla sua strada, però, incappa in un gruppo di demoni piuttosto malintenzionati. Vedendoli, sul viso del ragazzo non compare neanche un’ombra di preoccupazione: senza interrompere la sua corsa, si getta sui demoni con il solo braccio sinistro libero e comincia a fare strage. Dopo essersi liberato dei demoni guastafeste, il ragazzo riesce anche ad arrivare in tempo dalla sua ragazza … solo per essere nuovamente cacciato in un guaio più grosso. Dal soffitto della chiesa precipita un uomo dai capelli bianchi con indosso un cappotto rosso: Dante. Dante uccide il Leader del gruppo religioso e, in una atmosfera di panico generale in cui tutti i seguaci fuggono terrorizzati, sfida il ragazzo a duello.

devil may cry 4

Ci rendiamo conto di stare trattenendo il fiato per quanto l’azione sia ben studiata, quasi cinematografica: siamo immersi nell’azione come in pochi altri casi, la telecamera viene usata in un modo tanto innovativo quanto efficace e la colonna sonora non fa che migliorare l’effetto video già strabiliante.
Finalmente prendiamo il controllo del gioco ma, a sorpresa, non vestiamo i panni di Dante bensì quelli del ragazzo.
Il giovane è infatti il nuovo protagonista del gioco: Nero. E il suo gesso in realtà nasconde il suo lato più oscuro.
Non riveliamo più nulla sulla trama e concentriamoci sulla giocabilità che nasconde molte innovazioni : Nero dispone infatti di un braccio demoniaco che può usare a suo vantaggio per disfarsi dei suoi nemici, il devil bringer ha infatti un tasto dedicato sul nostro joypad che ci consenti di effettuare molte mosse.
Possiamo afferrare i nemici per farci scudo, per scaraventarli a terra oppure per portarli vicini a noi … a distanza di spada … e li comincia lo show: Nero può combinare l’uso del suo braccio demoniaco con l’uso della spada per eliminare tutti i nemici in una sola lunghissima combo (sempre che il giocatore ne sia capace). Oltre alle armi da mischia Nero ha anche un revolver a doppia canna che all’occorrenza può potenziare con i suoi poteri demoniaci; ma la spada ha tutto un altro fascino …
A questo punto capiamo che il nemico di Nero è proprio Dante e così si lancia nella sua missione per eliminarlo, facendosi strada fra demoni di ogni genere: demoni di ghiaccio, parassiti, altri che si nascondono sotto terra; per non parlare dei Boss di fine livello, tutti ben caratterizzati (se pensiamo al demone di fuoco non rimpiangiamo per niente il grosso ragno del primo DMC) e soprattutto agguerriti al punto giusto.

devil may cry

Il consueto sistema di globi rossi da raccogliere ci permette di sbloccare una quantità di mosse speciali per Nero che neanche riusciamo a ricordare; ci sono abilità per la spada, per la pistola, per il devil bringer e per i movimenti di Nero.
(Attenzione anticipazioni sulla trama)
Progredendo nel gioco, Nero svelerà sempre più dettagli sul suo lato Demoniaco fino a scoprire di essere un mezzo demone proprio come Dante, accedendo così a tutti i vantaggi che questa condizione offre: Nero può diventare demone a tutti gli effetti per brevi periodi di tempo in cui il suo potere non conosce eguali.
La missione sembra progredire per il meglio quando Nero cade in una trappola tesa proprio dall’ordine religioso che tentava di proteggere. L’ordine brama infatti il potere di Sparda e imprigiona Nero sostenendo che egli sia proprio la reincarnazione di Virgil, il fratello di Dante, e cercando di estrapolarne il potere per usarlo a proprio piacimento.
E così riprendiamo a vestire i panni del cacciatore di demoni, Dante entra in scena e il gioco subisce una vera e propria svolta. Il sistema di controllo Cambia (di molto) rispetto a quello di Nero, adeguandosi alle capacità di Dante che sono completamente diverse.
Diventa possibile scegliere lo stile di combattimento, le armi da usare, e i poteri demoniaci per la prima volta in tempo reale (ovvero senza accedere a menù o altre pause nell’azione) per effettuare combo sempre più lunghe e spettacolari.
Passando ai lati meno pregiati del gioco dobbiamo sottolineare alcune piccole pecche: la trama, per quanto affascinante, lascia il giocatore con troppi dubbi e domande (per citarne alcune: Chi è Nero? Perché Dante sa che è collegato a lui?) e inoltre il gameplay, sebbene sia stato potenziato a dovere, ha troppe poche novità rispetto ai precedenti capitoli.
Un altro punto che ci sentiamo di far presente è che avendo posto la telecamera piuttosto distante dal protagonista, l’azione si svolge lontano non consentendo di apprezzare a pieno gli sforzi fatti per ottenere una grafica così dettagliata.

VOTO FINALE: 9

Scritto da Paolo Toriello (Snelfo)

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Devil May Cry 4 Limited Edition


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Commenti

1 Risposta to “Devil May Cry 4 (recensione)”
  1. Axl scrive:

    not outstanding, wich means it mess some ludical conceptual element, but, theres a but, is, affirmation, excellent.

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