Experience 112 (recensione)

Experience 112 non è un gioco come tutti gli altri. La vera protagonista dell’avventura è la dottoressa Lea Nichols,imprigionata in una nave su cui si stava compiendo qualche strano esperimento. E’ lei a muoversi tra le stanze, ma per farlo ha bisogno del nostro aiuto. Noi, anonimi manovratori nella stanza dei bottoni, abbiamo sotto controllo il sistema di sorveglianza della nave, possiamo accedere a tutte le telecamere , accendere e spegnere le luci, e interagire con alcuni strumenti disseminati nelle stanze.
Non disponiamo di un telefono, né possiamo parlare con Lea direttamente. Possiamo solo ascoltare quello che ci dice e accedere ai file del computer di bordo, su cui sono memorizzate le schede e i dati personali del resto dell’equipaggio, purtroppo estintosi in quello che sembra uno spaventoso incidente. Ovviamente, lo scopo del gioco è capire cos’è successo e come mai Lea si trovi li ed, eventualmente, trovare un modo per fuggire da quella prigione.
La nostra involontaria compagna di viaggio non sembra essere particolarmente felice di avere a che fare con noi. Del resto, non sa neanche chi siamo e non abbiamo alcun modo di presentarci. Si deve fidare e basta, un concetto che non mancherà di ripeterci più volte nel corso del gioco. Per indirizzarla verso una particolare direzione occorre agire sull’illuminazione delle stanze, spegnendo le luci dove si trova in quel momento per accenderle dove desideriamo che si rechi.
Se in quel punto ci sono aree di interesse, Lea le esaminerà per conto suo e solo se ne avrà voglia. Per capirci, se una particolare situazione la impaurisce, non ci sarà verso di coinvolgerla, di conseguenza dovremo trovare un altro modo per risolvere i problemi. Benché sia una scienziata, Lea non sembra esattamente la persona più intelligente della terra e, per risolvere anche il più banale del problemi, aspetterà sempre che schiacciamo l’interruttore giusto.
Un elemento centrale del gioco è l’interfaccia rivoluzionaria. Per tutto il tempo abbiamo a che fare con una sorta di desktop su cui compaiono diverse finestre, che si possono spostare a piacimento e sovrapporre nell’ordine che preferiamo. Questo tipo di impostazione aumenta ancora di più il senso di distacco che regna tra noi, registi e la povera Lea.
Experience 112 trae grande vantaggio dall’uso di un monitor ad alta risoluzione. Questo perché in un’area più grande è possibile visualizzare più finestre e strumenti dell’interfaccia. Un gioco insolito in seconda persona .. o quasi.
VOTO FINALE: 8
Scritto da Sara
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