STALKER Call of Pripyat (recensione)

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STALKER Call of Pripyat - Il primo capitolo della saga era un mix unico tra uno sparatutto ed un gioco di ruolo in un’ambientazione affascinante come quella rappresentata da Chernobyl. In questo terzo capitolo chiamato Call of Pripyat vestiremo i panni di Alexander Degtyarev, un agente ucraino che ha il compito di indagare sulla misteriosa sparizione di alcuni elicotteri avvenuta all’interno della famosa “Zona” piena di mostri e ed altri abomini. A livello tecnico il gioco inizia a sentiure il peso degli anni tuttavia rimane sempre piuttosto bello da vedere e sopratutto presenta un gameplay ancora migliore rispetto ai capitoli precedenti.  Naturalmentesono state aggiunte nuove ambientazioni e nuovi nemici, sempre più letali, alucni ad esempio come la “Chimera” hanno l’abitudine di sortire attacchi quando meno te l’aspetti, in particolare preferiscono farli durante la notte.  I combattimenti nel complesso sono migliorati e sono smepre più tattici e intensi, senza però diventare frustranti e se riuscirai a farti notare il meno possibile aumenterai le possibilità di sopravvivenza. Naturalmente non può mancare una modalità multiplayer che non poerta nulla di nuovo, infatti STALKER Call of Pripyat offre il meglio di sè in modalità singleplayer.

VOTO: 8

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