burnout paradise
Avevo già provato la demo di Burnout Paradise e mi era piaciuto molto ma non pensavo di acquistarlo anche perchè ero già a conoscenza delle varie espansioni, ma ragazzi questo gioco è fenomenale! E’ un titolo arcade allo stato puro, niente realismo ma solo divertimento; la città è enorme e completamente esplorabile (non solo le strade, se vi buttate fuoristrada potete girare per i campi o le campagne!) e ad ogni semaforo c’è una gara (le gare sono suddivise nelle classiche modalità di burnout cioè gara, uomo nel mirino, furia stradale, prova stunt, strada rovente ecc) basta fermarsi e accettarla e si parte…e qui inizia il bello: il gioco ha una velocità impressionante e un framerate velocissimo, non c’è neanche il minimo rallentamento! Specialmente con le macchine più veloci che si sbloccano progredendo nel gioco, la velocità è tale che alla minima distrazione quasi non si riescono a percepire gli ostacoli finendo inevitabilmente con l’andarci a sbattere…e qui… è una gioia per gli occhi! Gli incidenti infatti, sono incredibili: le macchine si deformano in modo tremendamente realistico, assumendo la forma precisa dell’ostacolo che hanno urtato e capovolgendosi in base alla direzione che avevano, ogni incidente è diverso dall’altro in un tripudio di vetri e lamiere contorte! Le gare non si svolgono nel consueto modo dei giochi di corse: in Burnout Paradise si decide di andare da un punto all’altro della città, niente di più! la strada da percorrere la si sceglie al momento! (finendo spesso con lo sbagliare clamorosamente e doversi lanciare in rimonte incredibili!).

burnout paradise

Anche quando non si è in gara, le cose da fare non mancano mai: oltre a dover scoprire una serie sterminata di cancelli e cartelloni da sfondare, di tanto in tanto si viene affiancati, nel girovagare senza meta, da altri piloti che sportellandoci ci inviteranno ad affrontarli…il sistema dei takedown (ovvero buttare fuori strada un avversario e distruggerlo accendendo una rivalità che poi bisogna risolvere) è rimasto invariato ed effettuandone uno si vincerà la macchina dello sfidante!
Il motore grafico renderware è impressionante, davvero: il senso di velocità è estremo, sembra davvero di andare a 300 all’ora ma di avere tutto sotto controllo!
Davvero con questo gioco la Ps3 è spremuta al limite finora conosciuto!
L’unica nota negativa è che hanno ridotto parecchio la modalità Crash for Cash.
Il comparto online è sviluppato in modo impeccabile: in qualsiasi momento ci possiamo collegare ad altri 8 giocatori, che restano sempre liberi di girare per Paradise City. I primi minuti della partita sono dedicati al freeburn, ovvero al girovagare per la città con gli amici-rivali divertendosi con la moltitudine di salti e acrobazie e accendendo le rivalità fra giocatori con dei takedow o delle sportellate (generando spesso dei tornei di takedown fra due o più giocatori). Quando si ritiene di essere pronti si avvia la gara, potendo scegliere fra le auto conquistate o fra quelle disponibili solo online per rendere uniforme il livello dei giocatori. Le modalità online sono esattamente uguali a quelle offline!

burnout

Le auto sono innumerevoli, suddivise in tre categorie: velocità, stunt e aggressività; consentono tutte di affrontare gli eventi ma ognuna ricihede uno stile di guida differente per dare il meglio. Il gioco è incentrato sull’utilizzo del turbo e quindi si dovrà sempre cercare di tenerlo in carica con azioni folli e pericolose per poter gareggiare alla massima velocità. Ci troveremo quindi a correre contromano o a fare derapate impossibili a velocità spaventose osservando le reazioni colme di panico delle auto comuni che incontreremo per strada!
L’aggiunta delle motociclette è una novità gradita per la serie e aggiungono molto svago, anche se il gioco è chiaramente incentrato sulle auto: infatti le moto sono sprovviste sia di turbo che di freno a mano e non ci sono gare online, ma solo freeburn con obiettivi secondari. Ammetto però che girovagare su due ruote è sempre liberatorio!

VOTO: 9.5

Scritto da Paolo Toriello (Snelfo)


Acquistalo Online


resistance fall of man
Quando si parla di sparatutto in soggettiva e seconda guerra mondale, si crede che ormai sia stato detto tutto: non è così! Una delle prime esclusive che la Sony ci ha regalato sulla sua consolle next gen è Resistance Fall of Man , titolo sviluppato dalla Insomniac Games e pubblicato da SCEA. Ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale, ci concede una visione alternativa della storia del nostro pianeta; la trama verte, infatti, attorno alla comparsa in Russia di un misterioso virus che, dapprima, sembra uccidere gli esseri umani, ma che si scopre invece avere un effetto ben peggiore: ci viene infettato con questo virus muta, trasformandosi in un orribile essere dai denti aguzzi e dai molteplici occhi. La particolarità di questo virus, però, è che i Chimera (così si chiamano gli umani trasformati) non sono dei semplici zombie privi di intelligenza – come siamo abituati a vedere in titoli dalla trama simile – ma sono degli esseri pienamente coscienti della loro situazione e soprattutto ben organizzati!
Nel giro di qualche mese, dalla Russia riescono a spostarsi in Europa, ad accrescere il loro potenziale bellico con arsenali tecnologicamente all’avanguardia e con capacità fisiche ampiamente superiori a qualsiasi umano. La loro conquista sembra inarrestabile per gli esseri umani; ben più deboli e dotati di tecnologie antiquate, sono costretti a rifugiarsi in Inghilterra per guadagnare tempo e richiedere l’intervento degli Stati Uniti. Sebbene questi aiuti non siano lenti ad arrivare, anche lo strapotere americano sembra poter poco contro i Chimera, che nel frattempo si sono attrezzati con dei veri e propri centri di conversione per umani e strumenti capaci di infettare intere città nel giro di pochi minuti. In questa atmosfera squisitamente retrò e contemporaneamente fantascientifica, entriamo in gioco nei panni di Nathan Hale: sergente dei Marines degli stati uniti.

resistance fall of man

La situazione è critica: già nel primo livello i chimera si dimostrano più numerosi e meglio dotati, i nostri compagni cadono come pupazzi sotto il fuoco nemico e anche il giocatore ha non poche difficoltà a restare in vita.
Il sistema di controllo è il più intuitivo possibile: i grilletti del controller corrispondono esattamente alla loro funzione consentendoci di aprire il fuoco con l’arma equipaggiata (ogni arma ha due modalità di fuoco), i tasti frontali sono predisposti alle funzioni di azione, salto, granata e attacco fisico, le levette analogiche sono ovviamente usate per il movimento e la visuale. Ulteriori funzioni sono assegnate ai tasti dorsali (fra cui cambio dell’arma, attivazione della torcia in dotazione, abbassarsi ecc)
In pochi passi ci rendiamo però conto che il nostro assalto è stato fermato: siamo rimasti soli, con poche munizioni e circondati da nemici: l’unica possibilità è la fuga e un condotto fognario sembra l’unica ancora di salvezza.
Purtroppo per il nostro protagonista, il sistema idrico è pieno di insetti chimera (adibiti all’infezione della popolazione) e dopo aver scaricato tutte le armi in dotazione per salvarci la pelle non possiamo fare altro che soccombere all’incredibile numero di insetti che ci assale.
Sembra la fine per Hale, trasportato in un centro di conversione e privo di conoscenza. Una cosa però stravolge il tetro svolgimento dei fatti: Nathan si riprende dall’incoscienza e sembra più in forma che mai. L’infezione infatti si è combinata con il su corpo dandogli caratteristiche sovrumane, sebbene non del tutto chimera.
Da questo momento sembra aver inizio il gioco vero e proprio: grazie alle nuove capacità di Hale (maggiore velocità e capacità di recupero dell’energia) e all’aiuto di alcuni sopravvissuti dell’esercito britannico, dovremo farci strada fra numerose missioni nel tentativo di salvare quello che resta del vecchio continente.

resistance 1

Il gioco si sviluppa attraverso una serie di missioni concatenate da filmati spettacolari in cui la trama progredisce. Durante il nostro cammino ci addentreremo sempre di più nelle basi chimera tentando di distruggerle dal loro interno, utilizzando un vero e proprio arsenale di armi umane e chimera che spaziano dalle pistole ai lanciafiamme.
Una delle funzioni più gradite per questo titolo è la possibilità di colpire i chimera ai loro impianti di raffreddamento ( dei grossi radiatori che portano sulla schiena, necessari a raffreddarli in quanto possiedono un metabolismo così accelerato da causargli autocombustione) per immobilizzarli o per farli addirittura esplodere in preda alle fiamme!
Sono presenti anche alcune sezioni in cui è necessario guidare veicoli umani e non (ottimo il livello in cui ci si impossessa di un gigantesco robot Chimera) aggiungendo un pò di varietà al gameplay.
Oltre alla modalità storia, troviamo un’ottima modalità online con le classiche sfide, capace di supportare fino a 40 giocatori in contemporanea (vi assicuro che sembra una vera guerra!) su mappe incredibilmente vaste e dettagliate. Gli ottimi server del Play Station Network non sembrano risentire della quantità di giocatori ( a meno che non ci sia qualche imbroglione) e tengono traccia delle nostre gesta ricompensandoci con titoli e costumi nuovi per ogni livello superato.
Si segnala la possibilità di affrontare l’intera storia in modalità cooperativa offline a schermo condiviso, che aggiunge molto divertimento al titolo già ottimo! Del resto … ogni uomo sarà necessario per la resistenza!
Volendo segnalare alcuni difetti, sebbene davvero sia difficile notarne, si può dire che ogni tanto non è chiaro quale percorso bisogna seguire per procedere nella storia, finendo col perdere un po’ di tempo nei livelli (ma è davvero un voler cercare una goccia nel mare).
Resistance Fall of Man risente un pò degli anni ma rimane un “must have” per i possessori di ps3.

VOTO: 9

Scritto da Paolo Toriello (Snelfo)

Acquistalo Online


project zero
In Project Zero della Tecmo dovrete impersonare la dolce Miku, una giovane studentessa giapponese. La vicenda si svolge all’interno della magione Himuro, una casa abbandonata dove si verificano misteriose sparizioni. Il primo breve capitolo è un prologo in cui vestiremo i panni del fratello di Miku, Mafuyu, che entrò nella magione Himuru per cercare lo scrittore Takamine, suo grande amico da poco scomparso. Dopo pochi istanti di gioco troveremo una vecchia macchina fotografica con dei misteriosi poteri magici, questa sarà l’unica arma che avremo a disposizione contro i fantasmi che infestano la magione. La trama non offre niente di particolarmente innovativo per il genere, la vera innovazione sono i combattimenti contro i fantasmi, in cui l’unico nostro alleato sarà la macchina fotografica dotata di strani poteri. Questi combattimenti risultano essere piuttosto interessanti anche grazie alle capacità dei fantasmi, in grado di teletrasportarsi o di usare altre funzioni speciali. La macchina fotografica ci consentirà, fotografando i fantasmi, di danneggiarli più o meno intensamente a seconda del colore che avrà il mirino della stessa e se questo lampeggerà o no, nel momento in cui scatteremo la foto.

project zero

Per quanto riguarda il gameplay, a parte i combattimenti, i controlli non offrono nulla di nuovo, ma questo non va inteso come un difetto perché Miku è facilmente gestibile anche durante le fasi più concitate dei combattimenti, grazie anche alla possibilità di scegliere tra le otto differenti configurazioni di controllo messe a disposizione dai programmatori della Tecmo.
Sono da riscontrare però delle imperfezioni tecniche, come ad esempio la non perfetta gestione delle collisioni , infatti dovremmo posizionarci esattamente davanti ad una porta per riuscire ad aprirla. Le scenografie sono ben congegnate e si nota lo sforzo da parte degli sviluppatori di cercare di realizzare un prodotto diverso rispetto ai concorrenti (sforzo in parte riuscito).
L’atmosfera che si respira durante le sessioni di gioco è carica di tensione, caratteristica tipica dei Survival Horror. Infatti fin dall’inizio ci muoveremo tra le varie stanze della magione immersi nella completa oscurità.

project zero

Anche il comparto sonoro è sicuramente all’altezza della situazione.
La longevità invece, è un altro punto dolente perché l’avventura durerà più o meno 10 ore e non offre finali multipli.
Tirando le somme si può dire che Project Zero rappresenta una valida alternativa ai vari videogiochi horror come Silent Hill, Resident Evil e Alone In The Dark, grazie ad un’ottima realizzazione tecnica ed a qualche bella trovata degli sviluppatori, ma mancano i tocchi di classe delle grandi produzioni che non gli consentono di raggiungere l’eccellenza.

VOTO FINALE: 7.5

Scritto da Aljoscia Dalla Pozza (aljsasha)

assassin's creed
Assassin’s creed è stato uno dei primi veri capolavori della next gen (per le consolle) nonchè una delle più gradite sorprese di qualche stagione fa. Nei panni di un adepto alla setta degli assassini avrete la possibilità di esplorare liberamente le fedeli ricostruzioni di alcune delle più antiche città della terra santa fra cui Gerusalemme e Damasco.

LA TRAMA

Il gioco ha inizio in un futuro non troppo distante in cui un gruppo di scienziati ha rapito Desmond, un ragazzo comune che lavora in un bar. Ciò che Desmond ignora, però, è che uno dei suoi antenati era un adepto alla setta degli assassini: un ordine incaricato di mantenere l’ordine e la pace commettendo assassinando coloro che pretendono di cambiare il mondo in peggio. Gli scienziati costringono quindi Desmond a collaborare, convincendolo che all’interno dei suoi geni ci sia, da qualche parte, la memoria del suo antenato e che questa memoria li aiuti a trovare ciò che cercano. Per scavare nei ricordi impressi nei suoi geni, Desmond si deve sottoporre ad un trattamento di sincronizzazione con un macchinario particolare, che nasconde diversi “effetti collaterali” di cui è tenuto allo scuro.

assassin's creed

IL GIOCO

Quando Desmond entra nella macchina per la memoria, il gioco vero e proprio inizia: l’antenato di Desmond è Altair (vero protagonista del gioco) un assassino veterano e spavaldo, vissuto ai tempi delle crociate.
Altair è dotato di grandissime abilità (sia nel combattimento sia di movimento) ma pecca di superibia e commette un grave errore che porta alla morte di un suo amico e che suscita l’ira dei templari nonchè del capo del suo ordine che lo degrada al rango più basso.
Essendo stato degradato, Altair deve riconquistare la fiducia del suo ordine e per farlo deve tornare vittorioso da moltissime missioni che gli vengono affidate in ognuna delle quattro città ricostruite.
Ogni missione consiste di più parti: acquisire la missione nel rifugio degli Assassini che si trova in ogni città, acquisire quante più informazioni possibili sull’obbiettivo da assassinare, commettere l’omicidio.
La cosa che più colpisce del gioco è la totale libertà di azione data ad Altair: il giocatore può muoversi liberamente, all’interno e all’esterno delle città, non solo al livello della strada ma anche verso l’alto! Altair infatti è capace di scalare abilmente ogni singolo edificio presente per studiare la situazione e scegliere la migliore strategia da adottare.
Infatti la libertà di scelta non è data solo dal movimento ma anche da molti altri fattori: si può scegliere di muoversi in alto o basso profilo (ovvero se avanzare a spada tratta verso le guardie o confondersi con la moltitudine di cittadini che popolano le strade delle città) in ogni momento; si può decidere di aiutare i cittadini alle prese con i problemi quotidiani per poi ricevere favori in cambio (uno fra tanti: i cittadini possono ostacolare le guardie quando Altair è inseguito) oppure muoversi in totale liberà fra i tetti senza dare nell’occhio in alcun modo.
Il giocatore viene ricompensato ad ogni fine missione con oggetti e armi aggiuntive che rendono il gioco sempre più avvincente.

assassin's creed

CONCLUSIONI

Assassin’s creed è un gioco che non si può non avere: la veste grafica incredibile, l’ottima intelligenza artificiale combinata sapientemente con un sistema di combattimento intuitivo ma realistico e la totale libertà di azione ne fanno un vero e proprio capolavoro!
Alcuni lati negativi del gioco sono l’eccessiva ripetitività delle missioni, purtroppo tutte incentrate sullo stesso schema prendi-raggiungi-studia-uccidi-scappa e il finale decisamente troppo “aperto”.
Un voto positivo comunque non è in discussione per un titolo davvero spettacolare!

VOTO FINALE: 9

Scritto da Paolo Toriello (Snelfo)


Acquistalo Online


Guida Strategica Ufficiale


headhunter
Head Hunter è un gioco prodotto dalla Sega per il Dreamcast e questa è la sua trasposizione sulla console Sony. L’avventura ci vedrà nei panni di Jack Wade un cacciatore di taglie che soffre di amnesia e l’unica cosa di cui si ricorda, quando si risveglia in ospedale, è la sua fuga da un laboratorio. Jack avrà il compito di far luce sulla misteriosa morte di Cristofer Stern (fondatore di ACN). La storia è ambientata in California in un futuro dove regna la violenza e il traffico degli organi umani è una consuetudine. Data la situazione allarmante il governo decide di usare il pugno di ferro introducendo nuove drastiche misure, come ad esempio la pena di morte per chiunque infranga la legge. In questa situazione apocalittica Cristofer Stern fonda l’ACN (Anti-Crime-Network), una società privata costituita per combattere la criminalità organizzata, di cui fa parte anche Jack Wade. Come potete intuire dalla breve introduzione, la trama di Head Hunter è molto avvincente e ricca di colpi di scena. Oltretutto le sequenze d’intermezzo in computer grafica sono di ottima fattura e prevedono anche dei TG divertenti che tra le righe offrono importanti informazioni sulla storia. Il gioco si struttura in livelli (come nella maggioranza dei videogiochi del genere) da completare per sbloccare le varie sequenze d’intermezzo che ci illustreranno l’evoluzione della storia. La giocabilità si assesta su ottimi livelli, nonostante non offra nulla di nuovo e le sezioni in moto siano realizzate in maniera piuttosto approssimativa.

headhunter

Da un punto di vista grafico si vede che Head Hunter è nato su Dreamcast, quindi presenta una grafica un po’datata, ma globalmente è ben realizzato, con una buona fluidità dell’azione senza particolari rallentamenti. Peccato per alcune location spoglie e prive di dettagli e per le animazioni di Jack che risultano poco convincenti.
Altro punto dolente del gioco è il sistema di gestione delle telecamere, infatti quando sullo schermo ci saranno molti nemici sarà difficile avere un quadro completo della situazione.
La colonna sonora è molto coinvolgente e ci accompagnerà magistralmente durante l’avventura, sono presenti circa 18 tracce musicali. Vanno però riscontrate alcune imperfezioni nel doppiaggio in inglese (con sottotitoli in italiano), infatti a volte presenta delle piccole sbavature ovvero si sentono dei frammenti di voce tra una conversazione e l’altra.

head hunter

In definitiva Head Hunter è un titolo che mescola insieme elementi di MGS, Syphon Filter, Splinter Cell e Resident Evil, creando un connubio divertente e appassionante.
La realizzazione tecnica non raggiunge livelli di eccellenza, ma sicuramente rappresenta una valida alternativa ai videogiochi sopra citati, adatto anche per tutti gli amanti dei videogiochi d’azione con una trama appassionante e coinvolgente.

VOTO FINALE: 7.5

Scritto da Aljoscia Dalla Pozza (aljsasha)

metal gear solid 3

IL SERPENTE SILENZIOSO

Finalmente è arrivato, dopo una lunga attesa, sarà un capolavoro o una mezza delusione come lo scorso capitolo? Scopriamolo insieme. Da subito è possibile vedere la meticolosità con cui è stato realizzato il gioco, ma che gioco, Metal Gear Solid 3: Snake Eater è qualcosa di più; è un’esperienza unica, un film interattivo narrato con grande dovizia di particolari e con una trama mozzafiato fatta di incredibili colpi di scena, doppi giochi e intrighi degni dei migliori film di spionaggio. Tutto è studiato per coinvolgere completamente il videogiocatore, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione e non vi servirà molto per innamorarvene, Eva e The Boss ad esempio porteranno avanti un doppio gioco che vi lascerà basiti. Decine di scene d’intermezzo altamente spettacolari vi accompagneranno lungo la vostra missione, che si svolgerà in una fitta giungla piene di insidie e pericoli di ogni genere.

mgs3

UN PO’ DI STORIA

Metal Gear Solid 3 si svolge agli inizi degli anni ’60, quando il mondo era diviso in 2 parti: Est e Ovest, siamo nell’era della Guerra Fredda. Nel 1962 ci fu la cosidetta “Crisi dei missili cubani”, risolta con un patto stipulato tra il Presidente degli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Naturalmente però, non tutto è oro quel che luccica, infatti il patto conteneva una condizione segreta per cui gli Stati Uniti dovettero restituire alla Russia uno scienziato di nome Sokolov(di nazionalità sovietica), che in seguito progettò una nuova terribile arma. Di fronte a questa situazione, la Cia decise di inviare l’unità segreta FOX in Russia per recuperare Sokolov.
Ed è qui che entriamo in gioco noi col protagonista principale Snake.

GAMEPLAY

Come già saprete, in Metal gear Solid 3 interpreteremo un’agente segreto appartenente all’unità FOX, il cui nome in codice è Naked Snake. Il nostro compito è quello di recuperare lo scienziato Sokolov prima che completi l’arma di distruzione definitiva. Per farlo dovremo muoverci da soli in una grande e inospitale giungla, naturalmente senza farsi vedere dagli innumerevoli terroristi che tenteranno di sbarrarci la strada.
I controlli sono rimasti più o meno gli stessi del precedente capitolo, anche se non mancano le novità, ad esempio adesso è possibile sospendersi con una mano ad un ramo e con l’altra puntare e sparare con un’arma maneggievole con una sola mano come la pistola, basta usare il tasto quadrato, oppure nuotare col tasto X.
Le principali novità in termini di gameplay sono 1)il vigore, 2)la mimetica e 3)la medicazione di ferite oppure di fratture.
1)Un livello di vigore basso produce effetti negativi sulle prestazioni di Snake, come un elevato tremolio delle mani impugnando un’arma. Per far risalire il livello del vigore bisogna mangiare del cibo, per questo motivo è necessario procurarsi del cibo cacciando e raccogliendo i frutti del sottobosco.
2)La mimetica consiste in 2 forme: “Uniforme” e “Faccia”. Indossandola Snake può confondersi con l’ambiente, basta controllare l’indice di mimetizzazione posto in alto a destra nella schermata(espresso in percentuale).
3)Quando Snake è ferito nella barra dell’Energia Vitale(in alto a sinistra della schermata sopra l’indicatore del livello del vigore), per curarlo basta selezionare “Cura” dal visore di sopravvivenza.

metal gear solid 3

ASPETTO TECNICO

Per quanto riguarda il lato tecnico il gioco è semplicemente uno dei migliori titoli degli ultimi anni, sfrutta appieno la potenza della playstation 2. Kojima è riuscito a ricreare perfettamente l’atmosfera della giungla, trasmettendo al videogiocatore la sensazione di sentirsi solo e smarrito in un ambiente ostile e pieno di insidie. E’ riuscito in questo grazie ad un reparto grafico a dir poco spettacolare, dove tutto è stato creato con l’obiettivo di conferire all’ambientazione di Metal Gear Solid 3 il maggior realismo possibile e anche grazie ad un reparto audio di tutto rispetto con i versi degli animali, lo scroscio dei corsi d’acqua e il fruscio dell’erba che viene mossa da Snake mentre striscia per terra o dai serpenti che si muovono silenziosamente.

CONCLUSIONE

In poche parole si tratta del miglior episodio della serie, altro che Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty. Se siete degli appassionati della saga, allora andate di corsa al negozio più vicino e acquistate questo incredibile gioco che v’immergerà totalmente nel suo mondo virtuale, anche se non siete degli appassionati, vi consiglio caldamente di entrare in possesso di una copia di Metal Gear Solid 3: Snake Eater, non ve ne pentirete!

VOTO FINALE: 9

- – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – -– – –

==> Scopri tutto su Metal Gear Solid


thief deadly shadows
Nel lontano 1998 nacque Thief Dark Project, il capostipite di una serie che portò il genere dei videogiochi Stealth sul PC. Fu il primo FPS (sparatutto in prima persona) a portare ve meccaniche di gioco in questo genere al tempo incentrato sulla lotta uno contro tutti. Lo scopo principale del gioco infatti, era quello di evitare il più possibile gli scontri a fuoco, nascondendosi nell’ombra, fu molto apprezzato da pubblico e critica. Poi dopo 2 anni, uscì il seguito Thief: the Metal Age, che in realtà era un semplice Update con qualche missione in più e una nuova trama. Nel 2004 arriva il momento del terzo capitolo Thief Deadly Shadows, ma sarà in grado di mantenere le attese? L’avventura si svolgerà ancora una volta in un’ambientazione oscura e medievaleggiante, molto curata sia nell’architettura delle costruzioni che nella gestione delle luci e ombre in tempo reale. Il gioco vedrà il protagonista Garrett coinvolto in un’antica profezia appartenente ai Custodi che vigilano segretamente su tutto ciò che accade nella città. I custodi chiameranno il nostro Garret al loro cospetto, perché ormai da tempo hanno individuato in lui la possibile figura centrale indicata dall’antica Profezia, in cui si prevede l’arrivo di un’era oscura che si abbatterà sulla città.

thief

Noi giocatori nei panni di Garrett avremo il compito di salvare la città impedendo che la profezia si avveri. Il gioco vanta una realizzazione tecnica di tutto rispetto,sia dal punto di vista grafico che per il comparto audio, ma dal fronte innovazione rispetto al capitolo precedente non c’è molto di nuovo.
Va detto però della presenza di alcuni bug, come ad esempio un’IA dei nemici non proprio esaltante o il fatto in cui a volte ci troveremo incastrati con i piedi nel suolo.
Le uniche novità di rilievo risiedono nell’introduzione di una visuale in terza persona e nella possibilità, tra una missione e l’altra, di farci un giro per le strade della città per fare quello che vogliamo, come derubare qualche ignaro passante o introfularci negli appartamenti, oppure possiamo decidere di restare nel nostro appartamento dove potremo riposarci e fare rifornimento di armi. La struttura del gioco è composta da missioni in cui dovremo portare a termine svariati compiti, come rubare un oggetto prezioso o uccidere qulache personaggio importante…

thief deadly shadows

Nel complesso comunque, Thief Deadly Shadows si conferma un titolo divertente dotato di una buona giocabilità e longevità, insomma gli amanti dei videogiochi Stealth hanno trovato pane per i loro denti. Thief Deadly Shadows non è proprio un capolavoro, ma è sicuramente una valida alternativa ai classici videogiochi Stealth come Splinter Cell e Metal Gear Solid.

VOTO FINALE: 8

Scritto da Aljoscia Dalla Pozza (aljsasha)

Guarda anche: Scheda

splinter cell
Il gioco Ubisoft si presenta come l’alternativa numero uno a Metal Gear Solid nel panorama dei videogiochi Stealth.
La grafica è molto curata anche se, rispetto alle versioni Xbox e Pc, perde un po’ in dettagli, questo è dovuto alle minori capacità dell’hardware della Ps2.
Tuttavia questo non pregiudica assolutamente la qualità globale di Splinter Cell, anzi nella versione Ps2 sono state implementate alcune novità di cui parleremo in seguito.
Partiamo dalla trama di Splinter Cell scritta dal grande Tom Clancy: nell’anno 2003 la NSA, agenzia nazionale della sicurezza americana sviluppa nuovi metodi per il recupero di dati segreti, nasce così una nuova unità operativa segreta chiamata Third Echelon. Tale unità operativa prevede l’uso sul campo di un singolo soldato mega addestrato che avrà l’obbiettivo di recuperare importanti informazioni eludendo la sorveglianza e riducendo al minimo qualsiasi scontro a fuoco.
Noi impersoneremo questo soldato il cui nome è Sam Fisher che ha il compito di sventare la terza guerra mondiale causata dalle divergenze tra Georgia e USA.
La visuale del gioco è in terza persona e questo ci consentirà di vedere meglio l’area circostante il personaggio.

splinter cell

Il gameplay permette una serie incredibile di movimenti, ad esempio potremmo restare appesi ad un tubo con una mano e con l’altra tenere la pistola per sparare ai nemici sottostanti, stupendo.
Le ambientazioni in cui si svolgerà l’avventura sono molto ben realizzate con un’ ottima gestione delle luci e delle ombre (elemento fondamentale per uno stealth game), per non parlare delle animazioni di Sam Fisher davvero molto realistiche.
Le sequenze d’intermezzo sono splendidamente realizzate e hanno un taglio molto cinematografico.
Una menzione particolare va fatta anche per il comparto audio che presenta convincenti effetti sonori e una colonna sonora bellissima che ci guiderà durante lo svolgimento delle missioni.
Vediamo ora un paio di novità che sono state apportate nella versione Ps2:
- le sequenze d’intermezzo dell’originale Xbox sono state sostituite da filmati in computer grafica di alto livello che aumentano il grado di coinvolgimento del gioco
- l’aggiunta di un livello di gioco nuovo di zecca dove ci troveremo in una centrale nucleare nella fredda Russia.

tom clancy's splinter cell

Nel complesso Splinter Cell è uno Stealth Game di prima categoria dove non si riscontrano particolari problemi, l’unico problema forse è che alcuni passaggi del gioco possono risultare piuttosto impegnativi per i neofiti, dato l’alto grado di realismo.
In conclusione si può tranquillamente affermare che Tom Clancy’s Splinter Cell rappresenta la migliore alternativa a Metal Gear Solid, adatto a tutti gli amanti dei videogiochi d’azione/avventura, grazie alla sua ottima realizzazione tecnica e al suo elevato grado di coinvolgimento.

VOTO FINALE: 8

Scritto da Aljoscia Dalla Pozza (aljsasha)

Guarda anche: Scheda

dead space
Dead Space si propone come il primo grande survival horror per le console di nuova generazione e come rivale diretto dell’attesissimo Resident Evil 5. Il gioco è ambientato quasi interamente sulla nave spaziale USG Ishimura e vedrà come protagonista l’ingegnere Isaac Clarke inviato con altri uomini a bordo di quest’ultima per verificare il motivo dell’improvvisa interruzione delle comunicazioni con la Terra.
Giunti sul luogo scoprono che il motivo dell’interruzione non è tecnico ma è causato dalla morte di quasi tutti i membri dell’equipaggio per mano di una razza aliena, quindi quella che all’inizio sembrava una semplice missione di riparazione si trasforma in una brutale lotta per la sopravvivenza.

dead space 1

La trama viene sviluppata molto bene attraverso file audio e i documenti lasciati dai membri dell’equipaggio poco prima della loro morte e aiuterà a ripercorrere la storia della Ishimura prima dell’arrivo di Isaac.
La meccanica di gioco è molto simile a quella già apprezzata in Resident Evil 4 con la visuale in terza persona e con il personaggio che occupa quasi interamente l’area sinistra dello schermo, favorendo un elevato ritmo al gioco e un approccio action.
Il punto forte del titolo è la perenne tensione che suscita nel giocatore che non si sentirà mai al sicuro nei freddi corridoi della Ishimura messo sempre alle strette dai necromorfi, così sono chiamati gli umani infettati dagli alieni, che dal primo all’ultimo atto braccheranno Isaac lasciano solo pochi attimi di tregua che solitamente coincidono con semplici enigmi.
Le armi si adattano bene al contesto cruento del gioco, non userete semplici pistole o mitragliatori ma armi, come il tagliatore, in grado di tranciare di netto gli arti dei nemici causando coreografiche amputazioni.

dead space 2

Altre armi a favore del protagonista sono la stasi, con la quale è possibile rallentare i nemici, e la cinesi, con la quale è possibile spostare oggetti a distanza soprattutto per la soluzione di alcuni enigmi.
L’atmosfera di terrore viene favorita anche dall’ottimo sonore che dà il meglio di se nelle sezioni in spazio aperto, nella quali tutti i rumori sono “ovattati” creando una perfetta sensazione di vuoto.
Il gioco non è esente da difetti come l’eccessivo backtracking che vi vedrà impegnati nel ripercorre aree di gioco precedentemente esplorate e la scarsa risoluzione delle ombre del protagonista e dei necromorfi.
Nonostante questi difetti veniali l’acquisto del gioco è obbligato per chiunque voglia provare un’esperienza terrificante e voglia smorzare l’attesa di Resident Evil 5.

VOTO: 9

Scritto da Simone Menna (FrAnK890)


Acquistalo Online


silent hill 2
Quando si parla di survival horror non si può non menzionare Silent Hill (collina silenziosa) della Konami, diventato ormai una pietra miliare del panorama videoludico.
Ricordo ancora le sensazioni di paura e tensione che provavo mentre percorrevo gli angusti corridoi della famosa “Scuola” nel primo episodio della saga.
Ebbene anche questa volta Konami non delude le aspettative e sforna un seguito di tutto rispetto, con una grafica migliorata naturalmente, grazie al passaggio alla Ps2.
Anche in questo nuovo capitolo le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché invariate, ci ritroveremo ancora una volta a vagare terrorizzati nelle nuove location ideate dai programmatori della Konami.
Per quanto riguarda la trama,è completamente slegata dal capitolo precedente , vestiremo i panni di James Sunderland, un’individuo tutt’altro che invicibile, alla ricerca dell’amata moglie che attraverso una misteriosa lettera fornisce un luogo di appuntamento. Tutto questo sembrerebbe assolutamente normale se non fosse per il fatto che la moglie Mary è morta tre anni prima.

recensione silent hill 2

Potrebbe essere un semplice scherzo di cattivo gusto, ma il desiderio di scoprire la verità in una cittadina dove accadono strani avvenimenti vi coinvolgerà sin dal primo istante di gioco.
Di primo impatto il gioco vi lascerà a bocca aperta, coinvolgendovi con la sua grafica mozzafiato e i suoi incredibili effetti sonori.
Tra le innovazioni bisogna sicuramente segnalare la possibilità di scegliere il livello di difficoltà delle parti d’azione e degli enigmi, questo ci consentirà di personalizzare le nostre partite con slient hill, traformandole in una cervellotica avventura oppure rendendole più vicine all’azione pura in stile resident evil.
Purtroppo però, le innovazioni rispetto al precedente capitolo si fermano qui.

In conclusione Silent Hill 2 è un’ottimo Survival Horror con l’unico difetto di essere molto simile al predecessore, ma grazie alla sua incredibile grafica e alla sua trama ricca di colpi di scena vi coinvolgerà sin dal primo istante, facendo passare i difetti in secondo piano. Consigliato a tutti gli amanti dei videogiochi horror, che cercano una valida alternativa al blasonato Resident Evil.

VOTO FINALE: 8

Scritto da Aljoscia Dalla Pozza (aljsasha)